Il progetto Meglio secco che nel secchio della scuola primaria Collodi di Biella
Il problema nelle mense scolastiche esiste e non è trascurabile: non è sempre facile gestire le abitudini alimentari dellә bambinә, che molto spesso faticano a finire la seconda portata o sono poco inclini a consumarla – come dimostrano i dati del progetto REDUCE, che indica che il 27% degli sprechi è costituito dal secondo, mentre il 30% dal contorno, e come ribadisce anche la preside dell’istituto comprensivo Biella 3, Stefania Nuccio.
La scuola primaria Collodi, parte dell’istituto, ha potuto approfittare dei fondi stanziati dal Ministero dell’Istruzione per il bando Edugreen: laboratori di sostenibilità per il primo ciclo per acquisire e mettere in pratica una serie di innovazioni e progetti per educare alla sostenibilità anche a scuola. Da qui lo sviluppo del progetto Meglio secco che nel secchio, così denominato dall’insegnante Ilaria Gerunda: come ha spiegato, lo scopo è quello di recuperare una parte del cibo che viene sprecato in mensa, essiccandolo e utilizzandolo per la merenda dellә alunnә oppure permettendo loro di portarlo a casa.
«Chiaramente, non è possibile recuperare tutti gli sprechi della mensa» – spiega l’insegnante – «ma per noi è importante passare un messaggio, non solo agli studenti ma anche alle famiglie». Questo progetto, infatti, rende possibile affrontare il discorso dello spreco alimentare da un punto di vista pratico, spiega Ilaria: «È importante che lǝ bambinǝ affrontino certe tematiche non solo in modo astratto, ma anche e soprattutto attraverso la concretezza delle azioni. Questo collega il vissuto emotivo alle esperienze che si fanno».
L’uso consapevole delle tecnologie
Uno degli interessi della scuola Collodi è anche l’educazione all’uso consapevole delle tecnologie: come spiega Ilaria Gerunda, «l’uso della tecnologia da parte deǝ bambinǝ viene spesso demonizzato, ma ritengo invece importante il suo ruolo nel cambiamento climatico e, di conseguenza, importante insegnare come questo strumento possa tornare utile». Infatti, insieme agli essiccatori è stato possibile acquistare una serie di giochi tecnologici e interattivi che permettono di educare all’uso consapevole della tecnologia, per di più affrontando temi come le energie rinnovabili, gli sprechi alimentari e così via.
Allo stesso modo, oltre agli orti situati all’esterno della scuola, sono state rese disponibili delle serre idroponiche, che permettono la coltivazione delle piante fuori dal suolo, con un ridotto consumo idrico e un basso impatto ambientale, per la coltivazione di ortaggi anche in ambienti ristretti: «lo scopo è quello di creare continuità tra il fuori e il dentro, tra la natura e la tecnologia. È ormai impossibile pretendere che lǝ bambinǝ e lǝ ragazzǝ non siano circondatǝ dalla tecnologia e auspicare un ritorno alla natura, perciò è importante insegnare loro le potenzialità di questo mezzo».
L’importanza dell’educazione
Come già precisato, gli sprechi alimentari delle mense sono troppi per poter essere recuperati e utilizzati a scuola; ciò che si ritiene fondamentale, però, è aumentare la sensibilità sull’argomento e renderlo parte integrante della routine quotidiana, con ripercussioni anche, eventualmente, sulle famiglie. Come dimostrano le opinioni concordanti delle mamme Roberta Giavarra ed Elisa Cerra, lә cui figlә vivono il progetto a scuola, trattare queste tematiche con lә insegnantә fa sì che, grazie alla scoperta di come funziona un essiccatore e da dove viene il cibo – attraverso la manutenzione degli orti della scuola – il discorso degli sprechi alimentari e degli sprechi in generale venga affrontato anche a casa. Oltre al discorso dello spreco, infatti, entrambe le famiglie hanno condiviso l’esperienza di creare degli orti sui balconi di casa.
È evidente, di conseguenza, l’importanza dell’educazione: sebbene purtroppo questi progetti ricevano ancora una certa resistenza, come indica Ilaria Gerunda, dovuta alla demonizzazione della tecnologia rispetto al suo uso a partire dai primi anni di vita, essi sono necessari fin dalle fasi precoci della crescita alla comprensione dell’importanza del prendersi cura del proprio pianeta e del potente mezzo che abbiamo a disposizione per far fronte alla crisi climatica.

Laureata in Giornalismo, Cultura Editoriale e Comunicazione Multimediale, ama viaggiare e conoscere culture e lingue. È interessata alla giustizia sociale e ambientale per aumentarne la consapevolezza.


