Foto 1: Ci Sarà Un Bel Clima.
Fonte: unbelclima.it
Per “raccogliere, rafforzare e sostenere le voci dell’azione climatica italiana”, il collettivo ha fondato, insieme ad altre associazioni e attivistə a livello nazionale, gli Stati Generali dell’Azione per il Clima. Questo progetto è stato basato sulle Assemblee dei Cittadini, una forma di democrazia partecipativa applicata anche da Extinction Rebellion in cui le persone che vi partecipano svolgono insieme un percorso di formazione, dialogo e scambio per essere in grado di decidere consapevolmente quali azioni intraprendere per il futuro – in questo caso con un focus sulla crisi ambientale.
Questo percorso di democrazia presenta tre obiettivi pratici. Il primo è quello di definire le linee guida dell’attivismo ambientale in Italia, dando coesione e sinergia fra i movimenti presenti nel territorio. Il secondo è creare una rete per l’azione climatica, al fine di rendere il movimento ambientalista unito e connesso. Il terzo obiettivo è infine quello di redigere un documento che indichi come attuare la transizione ecologica, offrendo una eventuale base per trattare queste tematiche nel dibattito pubblico.
L’importanza data alla condivisione delle idee è centrale: secondo gli Stati infatti, per un cambiamento radicale, vero e duraturo è necessario che chi prende decisioni – ovvero la cittadinanza (soprattutto votante) e la politica – capisca appieno la gravità della crisi ambientale in cui ci troviamo. Questa condivisione però deve passare attraverso una comunicazione efficiente e una informazione adeguata di obiettivi comuni chiari e reali, evitando di confondere la popolazione con dati parziali o messaggi ambigui.
Gli Stati Generali dell’Azione per il Clima: i risultati
La prima fase degli incontri, in cui è iniziata sia la formazione che il confronto, si è svolta in Val d’Ossola nel settembre 2023. Durante questa prima fase si sono sottolineati 10 punti fondamentali per la transizione ecologica in Italia:
- Policy making e politica istituzionale
- Energie
- Giustizia sociale
- Risorse naturali e territorio
- Organizzare l’agire
- Modelli economici
- Comunicazione e divulgazione
- Sistema agroalimentare
- Mobilità
- Educazione e formazione
Data la vastità delle tematiche trattate si è deciso di focalizzarsi su alcuni di essi (i temi sottolineati nella lista). Si sono così creati dei gruppi di lavoro dedicati a ogni tema (o “tavolo”), che hanno ricevuto una formazione mirata. La formazione è stata un passaggio necessario per riuscire non solo a confrontarsi meglio sul tema ma anche per riuscire ad arrivare a proposte concrete. Gli altri temi che non sono entrati nei tavoli nell’assemblea finale sono comunque stati trattati all’interno di vari gruppi di lavoro, grazie anche a figure di riferimento per ogni tematica.
L’assemblea finale è avvenuta invece a Cesena nel maggio 2024, nella quale sono state presentate le riflessioni e le proposte dei gruppi di lavoro sviluppate in 8 mesi di lavoro collettivo.
Foto 2: organizzazione dei lavori. Fonte: unbelclima.it
La parola agli Stati Generali
Per capire a fondo il funzionamento e il clima degli Stati Generali abbiamo deciso di intervistare Giovanni Montagnani, uno dei fondatori dell’associazione. Quando gli abbiamo chiesto cosa sono per lui gli Stati Generali, Montagnani ha definito questa iniziativa come “un processo al quale può partecipare chiunque, volto al dialogo e alla partecipazione attiva tra persone che vogliono costruire un pensiero e un’azione – anche politica – sulla causa climatica”.
Oltre alla divisione in gruppi e alla raccolta delle proposte, Montagnani ha poi indicato un altro passo fatto durante gli incontri, ovvero il meccanismo dei bollini rossi. “Quando sono emerse tutte le proposte” ha continuato Montagnani, “i partecipanti non solo hanno potuto scegliere quali erano quelle più interessanti – e a partire da centinaia di proposte diverse ne sono emerse trentasei – ma alcune persone interessate potevano marcare con un bollino rosso le idee che consideravano assolutamente non condivisibili, inteso come deleterie per la collettività”. Dopo vari voti e dibattiti sui vari temi, sono state definite le linee guida da adottare, e gli sviluppi dei temi sono stati affidati a delle persone che ne facevano da portavoce in modo che, come detto da Montagnani, “il tema venga tenuto attivo”.
Quando abbiamo chiesto a Montagnani quali siano state invece le difficoltà di questo progetto, ha risposto: “La cosa più bella è quella di poter utilizzare i vari tavoli di lavoro come cartina tornasole dell’opinione diversa che può esserci all’interno di vari gruppi”. Secondo Montagnani infatti avere dei dibattiti fra persone che possono non vedere dei temi allo stesso modo – pale eoliche in una zona turistica ed energia nucleare per citare alcuni esempi – crea situazioni in cui il dibattito, per diventare costruttivo, deve passare attraverso una fase di ascolto, apertura e dialogo: solo in questo modo si possono capire a fondo le molteplici sfaccettature delle tematiche trattate, trovando soluzioni assieme – per quanto possibile.
Un’altra difficoltà incontrata durante il percorso degli Stati Generali è stata “tenere le persone ingaggiate su un progetto che, a parte agli eventi nazionali, non distribuisce risorse economiche”. Montagnani sottolinea infatti come gli Stati Generali siano un’iniziativa – o un progetto politico – che richiede un impegno continuativo, sia per quanto riguarda la parte di confronto che per quella operativa.
Quando abbiamo chiesto infine quali siano le speranze per il futuro degli Stati Generali Montagnani, oltre all’auspicio di una maggiore partecipazione collettiva, ha evidenziato come un mattone fondamentale per rendere questo progetto ancora più attivo e impattante sia “guadagnare forza anche tramite il coinvolgimento delle amministrazioni locali”. Le amministrazioni locali sono infatti il primo passo per avere un eco più grande e far capire ad ancora più persone l’importanza dell’agire collettivo quando si tratta di crisi climatica e ambientale. La scala locale può essere poi il trampolino di lancio per iniziative, progetti e azioni che si estendono a livello regionale o nazionale, unendo varie realtà sparse nella penisola ma accomunate da un obiettivo comune: un mondo più sostenibile, più giusto, più vivibile.
Aspettando il resoconto finale dell’assemblea, vi consigliamo di approfondire questa realtà con l’intervista che abbiamo fatto a Clara Pogliani, attivista di Ci Sarà Un Bel Clima: Gli Stati Generali del Clima in Italia – Intervista all’attivista Clara Pogliani
Se volete ulteriori informazioni su questa realtà e sugli Stati Generali dell’Azione per il Clima potete contattare l’indirizzo info@unbelclima.it
L’articolo è stato scritto da Matilde Spagnolo assieme ad Elena Colombo.

Laureata in Environmental Humanities (Unive) e in Scienze Naturali (Unipd). Appassionata di etologia, lavora come educatrice ambientale ed entra a far parte di Atmosphera Lab come parte del gruppo Social e come articolista nel 2022.



