La spinta dal territorio
Uno dei modi per conciliare queste esigenze così contrastanti è promuovere le iniziative territoriali. Infatti, in questo modo è possibile sia sensibilizzare la popolazione e coinvolgerla tramite la partecipazione attiva, sia ottenere dei risultati più ampi grazie alla conoscenza più profonda che i cittadini hanno del proprio territorio. Nessuno conosce e si interessa delle problematiche e delle caratteristiche di un luogo più di coloro che lo abitano.
Su questo principio si fonda Amissi del Piovego, un’associazione ambientale e culturale con sede a Padova che nasce nel 1980 a seguito della constatazione delle condizioni devastanti dei canali patavini. L’obiettivo principale dell’organizzazione, diretta dal presidente Alessandro Campioni, è la salvaguardia e la protezione delle acque interne prima di Padova e poi del Veneto, tutelandole dall’inquinamento che per l’80% proviene proprio dalla città. La caratteristica più originale dell’associazione è che integra all’ambientalismo (connotato fondante) una visione più ampia di storia e cultura. Questi ultimi due elementi vengono utilizzati come filtro per direzionare le scelte e i progetti dell’associazione.
Un’altra qualità dell’associazione è la sua capacità collaborativa: per quanto riguarda la cura e la pulizia dei canali di Padova, essa ha funto anche da agente sociale. Infatti, Amissi del Piovego coopera attivamente con il Comune di Padova e con l’Università di Padova, la quale ha introdotto alcune nuove metodologie di intervento grazie alle ricerche del dipartimento di Ingegneria Ambientale. Il ruolo operativo, inoltre, è coordinato da una cooperativa che istruisce e dà lavoro a una selezione di persone con fragilità sociale.
I progetti per le acque
Uno dei progetti principali è “Valorizziamo i canali cittadini”, che consiste nella pulizia e nella raccolta dei rifiuti sia delle aree arginali, sia di quelle alveari, ossia della cura dentro e fuori dall’acqua. Questa operazione viene svolta manualmente: infatti, l’intervento meccanico distrugge la flora, favorisce la nascita di infestanti e frammenta gli elementi plastici. L’intervento manuale, che avviene con le iconiche “gondole bianche”, permette di controllare più attentamente l’operazione e di estrarre i campioni che verranno successivamente analizzati nei laboratori dell’Università.
“Parco delle mura e delle acque” è invece un progetto che ha come obiettivo la formazione di un grande parco urbano dentro alla città. L’estensione delle mura di Padova, in Italia seconde solo quelle di Torino, è al centro dell’opera di valorizzazione dell’associazione che si prefigge di riitalizzare l’unicum composto dalle mura e dalle sue acque attraverso la restaurazione di quindici “stazioni” posizionate in luoghi specifici e un rinnovo completo delle strutture fluviali e del piano del verde.
Un altro grande intervento promosso dall’associazione è la riapertura dei vecchi canali (ad esempio quello di San Massimo, che scorre sotto l’area del vecchio ospedale). Nonostante la mentalità comune porti a considerare la presenza di acque scoperte come sinonimo di insalubrità, è esattamente il contrario. Infatti, al di là del vantaggio paesaggistico e dell’incremento delle aree verdi dentro al tessuto urbano, l’utilità è soprattutto ambientale: la capacità termica dell’acqua consente di mitigare le temperature nelle zone cementificate.
Oltre ai progetti illustrati, le iniziative, come già citato, sono anche di tipo storico e culturale. Ad esempio, viene data una grande attenzione alla storia dei canali e del complesso mura-acqua, vengono proposte delle visite culturali negli spazi d’acqua (ad esempio durante la manifestazione “Padova Gotica”) e viene promossa la tradizionale voga veneta.
Amissi del Piovego si presta dunque come l’esempio più calzante per mostrare come proprio i cittadini, sostenuti da una rete di collaborazione, possano essere i primi promotori di una maggiore cura verso il proprio territorio. A Padova le attività promosse sono certamente di tipo ambientale, ma inoltre generano conoscenza, spirito critico nella collettività e nuovi posti di lavoro per le fasce sociali più fragili, creando quindi i presupposti per la conciliazione tra innovazione, crescita sociale e lungimiranza ambientale.

Dottoranda in Filosofia (Unipd) si occupa di Arte e Intelligenza Artificiale. Interessata al rapporto tra Natura e Cultura, si occupa della Redazione di Atmosphera Lab.



