Il ricavato dalla vendita in questi mercati è però talmente irrisorio da non essere, in molti casi, affatto redditizio. Per questo, molti prodotti non vengono neppure raccolti, perché considerati uno scarto. Aumenta così lo spreco alimentare, un tema su cui sarebbe necessaria una formazione più adeguata: ne abbiamo parlato nell’articolo sul ruolo dell’educazione per prevenire lo spreco alimentare.
Un problema reso più grave dal cambiamento climatico
Le variazioni climatiche contribuiscono a generare delle imperfezioni in frutta e verdura: colorazione non omogenea, dimensioni inferiori rispetto alle aspettative e ammaccature dovute alle piogge. Perciò, a causa di siccità, gelate, forti piogge e specie invasive, la frutta e verdura “insolita” – quando non viene espressamente definita “brutta” – è in aumento.
L’associazione Terra! ha pubblicato un report dal titolo provocatorio con cui denuncia l’insostenibilità delle normative e l’ossessione della grande distribuzione per l’estetica dei prodotti. “Siamo alla frutta!” vuole porre l’attenzione sulle problematiche legate alle normative, che impediscono ad alcuni prodotti ritenuti qualitativamente inadeguati di raggiungere i supermercati, con conseguenze importanti sull’agricoltura del nostro Paese.
Per esempio, le arance raccolte nei territori siciliani colpiti dalla siccità tra il 2020 e il 2021 risultavano piccole e presentavano imperfezioni. Per contrastare la poca disponibilità di arance italiane “belle”, molti supermercati hanno preferito importarle dalla Spagna.
Come funziona la GDO
La GDO è regolata in Europa da una normativa che è legata in primo luogo alla salute dei consumatori. Impone quindi che la frutta e la verdura siano intere, sane, pulite e prive di parassiti. Il Regolamento UE 543/2011, successivamente modificato dal 428/2019, prevede una selezione piuttosto stringente, che divide i prodotti in “Extra”, “Categoria I” e “Categoria II”. Solo la frutta e la verdura “Extra” e “Categoria I”, che rispettano requisiti riguardanti la colorazione della buccia o una specifica dimensione standard, si trovano negli scaffali dei supermercati.
Questa selezione rischia però di trasformarsi in un circolo vizioso: i consumatori, abituati a vedere frutta e verdura perfette, saranno meno invogliati ad acquistare cibi imperfetti – ma non per questo meno buoni – i quali rischieranno di venire sprecati. È possibile rieducare la clientela a un’estetica diversa? Babaco Market risponde di sì.
Babaco Market: una box di verdura… brutta!
Babaco Market, noto anche semplicemente come Babaco, è un’azienda italiana che ha pensato a un modello di distribuzione alternativo, che valorizza la frutta e la verdura imperfetta. Vendono box di due dimensioni, piccola e grande, che vengono consegnate direttamente a casa tramite una formula di abbonamento flessibile, che permette di attivare o sospendere l’abbonamento senza costi aggiuntivi.
Ma cosa contiene questa box? Frutta e verdura dalla forma un po’ strana, talvolta vicino alla data di scadenza, talvolta prodotti in eccesso. Si tratta di prodotti di stagione, provenienti da produttori selezionati in base a criteri di sostenibilità. Non è possibile sceglierne il contenuto: la selezione di frutta e ortaggi viene fatta secondo la stagionalità e le necessità dei raccolti. Inoltre, Babaco non utilizza imballaggi in plastica (anche questi molto comuni nei supermercati) e preferisce proteggere i prodotti più delicati con buste di carta, vaschette di cartone e plastica biodegradabile (PLA, sigla che sta per acido polilattico).
Pro e contro dell’abbonamento a domicilio
La box di Babaco arriva direttamente a casa propria, nei giorni selezionati come disponibili: una grande comodità per il consumatore! Ma dal punto di vista ambientale? Comprare online implica infatti notevoli spostamenti con mezzi diversi, spesso alimentati da combustibili fossili. Babaco Market scrive che parte delle consegne vengono effettuate con furgoncini elettrici, «con l’ambizione di affidarci ad una flotta completamente elettrica in futuro». Ad oggi, il servizio di delivery è attivo in Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto.
Il vantaggio della formula abbonamento non risiede solo nella flessibilità per l’acquirente, ma è parte integrante della politica antispreco di Babaco. In questo modo l’azienda riesce infatti a sapere in anticipo la quantità di prodotti da acquistare e preparare. Di conseguenza, si riduce ulteriormente lo spreco anche durante la fase di selezione.
La valorizzazione del lavoro e la missione zero spreco
Questo servizio di delivery è nato per contrastare lo spreco di cibo, un grave problema della filiera alimentare aggravato dal fatto che buttare un prodotto significa anche sprecare le risorse impiegate per la sua produzione. Babaco si impegna a dare valore a tutti i prodotti, anche a quelli con qualche ammaccatura, per valorizzare il lavoro dei produttori.
Inoltre, secondo quanto dichiarato dal loro sito, nulla va sprecato: le eventuali Babaco Box rimaste in magazzino vengono infatti donate alla Croce Rossa di Opera, per supportare le persone in difficoltà. La filosofia antispreco di Babaco sembra essere una vera e propria sfida al sistema attualmente in vigore nei supermercati. Come riportano sul loro sito: «Abbiamo deciso di abbandonare lo standard di bellezza e di seguire quello dell’unicità». Un bel motto che esprime bene la filosofia di Babaco.
Bibliografia
- Re, Siamo alla frutta, perché gli esemplari brutti non arrivano nei supermercati?, Food, 29 settembre 2021: https://www.ehabitat.it/2021/09/29/report-siamo-alla-frutta-associazione-terra/.
- Ciconte, I supermercati barattano la frutta bella con la crisi climatica, Editoriale Domani, 14 novembre 2022: https://www.editorialedomani.it/economia/frutta-verdura-crisi-climatica-csvpogq9.
- Ciconte e S. Liberti, Siamo alla frutta. Perché il cibo bello non è sempre buono per l’ambiente e l’agricoltura, Terra! Riavvia il pianeta, 2020: https://www.associazioneterra.it/cosa-facciamo/siamo-alla-frutta/.
- Cammarano, Frutta piccola a causa della siccità. Bisogna rivedere la questione delle dimensioni, Il Fatto alimentare, 23 settembre 2022: https://ilfattoalimentare.it/frutta-piccola-siccita-rivedere-questione-dimensioni.html#:~:text=Le%20misure%20della%20frutta%20e,intervenendo%20su%2026%20prodotti%20ortofrutticoli.
- Balocco, E-commerce, ecco quanto impatta sull’ambiente. Occhio al packaging, CorCom, 24 maggio 2022: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/ecommerce/e-commerce-ecco-quanto-impatta-sullambiente-occhio-al-dal-packaging/#:~:text=La%20logistica%20di%20spedizione%20e,circa%20480%20km%20dal%20consumatore.

Laureata in Lettere (UniMi), attualmente studia Environmental Humanities (UniVe). Affamata di storie, ama scrivere di ambiente e lasciarsi provocare dalle idee delle persone. Determinata e scrupolosa, le piace andare oltre l’apparente superficialità dei fatti. Il suo luogo sicuro è la biblioteca, ma non fatevi ingannare: non è mai puntuale nella restituzione dei libri.



