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Il sole in una stanza

La divina Caia fende il buio dello spazio privato

L’impatto ambientale di una lampadina

La luce artificiale è una componente imprescindibile delle nostre vite che diamo per scontata, una presenza leggera e quasi impercettibile il cui consumo ha un impatto sull’ambiente non trascurabile.

Ad oggi buona parte dell’elettricità del globo terrestre viene prodotta grazie all’ausilio di fonti non rinnovabili, una parte della sua produzione prevede l’uso del nucleare ed in minima percentuale l’impiego di fonti rinnovabili.

Il banale e semplice gesto dell’accensione di una luce cela dietro di se una catena di eventi che mettono in stretta relazione l’industria estrattiva, con annessi conflitti territoriali d’approvvigionamento, l’inquinamento atmosferico dato dall’emissione di gas serra, particolato atmosferico, metalli pesanti e molto altro, ed una violazione della geografia del territorio, inevitabile anche per gli impianti che prevedono l’uso di risorse rinnovabili

La necessità di far fronte ad un’emergenza climatica non più procrastinabile, ha portato investimenti sempre maggiori nell’industria dell’energia sostenibile e nella ricerca di tecniche alternative che possano utilizzare le peculiarità naturali dei territori di produzione.

Eliostato domestico ed energia pulita

E se esistesse un modo per illuminare le nostre case a impatto zero e in maniera affatto invasiva? Esiste, ed il suo nome è eliostato domestico.

L’eliostato è un dispositivo che consente di intercettare la luce solare seguendo il moto apparente del sole, per poi riflettere la luce in una direzione fissa e continua.

L’eliostato ha un ruolo fondamentale nel campo delle energie rinnovabili, ma l’autentica rivoluzione nel settore è stata introdotta dalla start up italiana Solenica con l’invenzione di un eliostato portatile, in scala ridotta, da poter comodamente utilizzare nel nostro quotidiano.

Caia, questo il nome dell’eliostato a firma Solenica, è la dea che illumina il nostro focolare domestico.

Dotata di uno specchio dal diametro di 36 cm, con un design lineare e pulito, Caia è un robot alimentato ad energia solare che traccia e reindirizza la luce del sole al fine di illuminare una stanza, attivandolo con un semplice tasto d’accensione.

Introdurre un eliostato in una stanza significa avere accesso ad una tipologia di luce di massima qualità, senza alcun impatto sull’ambiente, data l’assenza di elettricità, e con notevoli vantaggi sul piano psicofisico.

La privazione prolungata di luce può, infatti, concorrere all’insorgenza di un disordine stagionale noto come S.A.D., una condizione depressiva inevitabilmente connessa agli odierni ritmi di vita che costringono a trascorrere gran parte delle ore diurne al chiuso e spesso alla scrivania.

L’avventura globale di Diva Tommei

Proprio il disordine depressivo stagionale diviene la forza propulsiva che solletica l’immaginazione dell’inventrice e CEO di Solenica Diva Tommei, conducendola, tempo dopo, a porre le basi del progetto della lampada a specchio solare.

Ricercatrice romana laureata in biotecnologia, Diva Tommei approda a Cambridge per un dottorato in bioinformatica, e nell’uggiosa città britannica subisce le conseguenze della privazione di luce solare.

Proprio la depressione stagionale le suggerisce di immaginare un nuovo utilizzo dell’eliostato, del quale viene a conoscenza durante un soggiorno alla NASA, dove arriva come ricercatrice grazie ad un corso presso la Singularity University.

Diva Tommei immagina di poter sostituire le tristi luci fluorescenti con la calda luce del sole e restituire al corpo, alla mente ed all’ambiente un equilibrio necessario.

A San Diego, presso l’acceleratore della Qualcomm, la start up italiana riceve i primi investimenti, con annessi inevitabili fallimenti: perché Caia nasce proprio da una vincente combinazione di bisogno e fallimento, e dalla capacità dialettica di restituire la sintesi tra i due sotto forma di innovazione creativa a sostegno degli equilibri ambientali.

Quel che attrae gli investitori statunitensi è l’intuizione di proporre una fonte di illuminazione sostenibile, una soluzione al risparmio energetico alla portata di tutti e l’atteggiamento del team Solenica, che fa della riconversione delle energie e della adattabilità al mercato il suo punto di forza.

Fallire non è facile e saper metabolizzare il fallimento e direzionarlo altrove è la chiave per mettere a segno un’idea che potrebbe cambiare il nostro ordinario.

Non a caso Caia ha visto la luce dalle ceneri di un secondo fallimento, quello del prototipo Lucy, e grazie ad un movimento di investimento dal basso che ha raggiunto 500.000 dollari su Indiegogo.

Come l’immaginazione può riprogrammare lo spazio che abitiamo

Illuminare una stanza con luce solare pulita non solo può essere molto piacevole e apportare notevoli benefici al nostro corpo, con la conseguenza di una riduzione dello stress ed un miglioramento generale della qualità della vita; utilizzare in maniera diretta un dispositivo di illuminazione a impatto zero significa renderci partecipi di un programma di cooperazione globale a difesa dell’ambiente.

Poter usare regolarmente un dispositivo come Caia negli ambienti che abitiamo, in particolare nello stanze destinate ad un maggior dispendio energetico ai fini dell’illuminazione, significherebbe poter risparmiare fino al 20% dell’energia elettrica totale.

L’eliostato domestico che si incarna in Caia integra un modello abitativo ecologico che va ampliandosi progressivamente, con l’accesso a materiali sostenibili e ad un modello di architettura organica che rispetti gli equilibri ambientali.

La possibilità di inondare di sole il solido perimetro che abitiamo ci fa toccare con mano lo scopo dell’idea di Solenica, quella di mettere in stretta relazione la staticità di una stanza con gli elementi della natura.

Possiamo ripensare lo spazio ed il nostro modo di abitare collocandoci nel pieno di un rapporto relazionale fluido con la natura, immaginare città del futuro composte da abitazioni totalmente accolte da una biodiversità che possiamo tutelare anche con un semplice click.

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Roberta Martucci

Roberta è laureata in filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, attualmente è borsista presso l’IISF di Napoli. Interessata alla ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie e la tutela dell’ambiente, è felice di collaborare con Atmosphera lab.

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