Non solo nei prodotti, ma anche nel packaging
Un problema che accomuna sicuramente numerose aziende che operano su larga scala è l’ampio utilizzo di plastica nel packaging. Nel corso degli anni, McDonald’s ha cercato di ovviare questa situazione cambiando la produzione di packaging in polistirolo e plastica con prodotti biodegradabili e riciclabili.
Questa transizione non è però avvenuta senza proteste. In particolar modo alcuni ambientalisti hanno criticato il fatto che le loro cannucce di carta non erano nemmeno riciclabili. Inoltre, in specifici contesti come nell’Unione Europea, dove la plastica mono uso è stata bannata nel 2021, le soluzioni green di McDonald’s sono da attribuirsi piùa una risposta alle regolamentazioni che a un atto volontario.
Richiesta di cambiamenti radicali
Di sicuro non si può negare che McDonald’s abbia portato avanti alcune strategie di sostenibilità. Nel loro sito parlano di come ci sia l’intenzione di ridurre le proprie emissioni del 36% entro il 2030, di passare all’utilizzo di rinnovabili e di contribuire ai progetti net-zero.
Tuttavia, nel 2019, un gruppo di investitori dal valore congiunto di 6,5 trilioni di dollari ha accusato McDonald’s e altri fast food di non adempiere alle normative di riduzione delle emissioni di gas serra e di fare un uso spropositato di acqua e prodotti caseari.
Data la sua influenza e le sue vaste risorse finanziarie, ci si aspetta delle azioni decisamente più radicali in termini di sostenibilità. Allo stato attuale, la maggior parte delle soluzioni sembrerebbero semplicemente una risposta a una serie di normative burocratiche a cui sono costretti ad adempiere e non delle vere e proprie mosse in nome della sostenibilità.

Laureato in Environmental Humanities presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È appassionato di sostenibilità, alimentazione, geografia e studi animali, principalmente in relazione alla contemporaneità. Ha trovato in Atmosphera Lab un luogo perfetto per potersi esprimere.



