Abbigliamento e sostenibilità, il futuro della moda

Il settore della moda verso il cambiamento green

È fondamentale che i concetti appartenenti al mondo green vengano trasferiti anche nell’ambito della moda. Ciò sta accadendo grazie alle azioni di sensibilizzazione portate avanti da enti governativi, associazioni e singoli individui. Il settore sta quindi compiendo una trasformazione, lenta, ma necessaria.

“Il settore della moda è uno dei maggiori inquinatori e produttori di gas serra al mondo, principalmente a causa del modello economico della “moda veloce”, che vede nell’abbigliamento un bene deperibile da gettare via dopo un breve utilizzo. Questo giro d’affari miliardario è stato favorito dalla globalizzazione, che ha permesso ai marchi di appaltare varie fasi della propria filiera in Paesi dove le leggi per la protezione dell’ambiente e della manodopera sono inesistenti o quasi, mantenendo così bassi i costi” si legge su LaStampa.

Il settore della moda: tra ecosostenibilità ed etica

Da una parte si tenta di tenta di ridurre le emissioni e i principali fattori di inquinamento, dall’altra ci si orienta ad instaurare politiche che assicurino al personale addetto un ambiente sicuro e condizioni di lavoro che mettano al primo posto l’individuo. Il concetto di abbigliamento sostenibile, dunque, tiene insieme ecosostenibilità ed etica.

Oggi molti grandi marchi, purtroppo più per costrizione che per convinzione, si stanno allineando ad una condotta aziendale che rispetti le linee guida dell’ecosostenibilità e dell’etica. Unitamente a loro, negli ultimi tempi stanno nascendo tante piccole e medie imprese che si stanno facendo strada nel panorama della moda spingendo proprio sulle caratteristiche etiche e sostenibili.

Le certificazioni della moda sostenibile

Al fine di poter mettere a disposizione dei consumatori un prodotto che rispetti ambiente e persone, vengono rilasciate, da entità locali o internazionali, diverse certificazioni: dall’esclusione di agenti chimici, al controllo della qualità delle materie prime impiegate; dai materiali riciclati alla gestione delle foreste coinvolte nella produzione.
Tra le principali sicuramente, ricordiamo: GOTS (Global organic textile standard), OCS (Organic content standard), GRS (Global recycle standard), FSC (Forest stewardship council).

Sembra che in qualche modo stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione: alle aziende viene richiesta trasparenza sul loro operato e ciò avviene da un lato fornendo agli acquirenti tutte le informazioni riguardanti il prodotto finito attraverso la comunicazione online e apposite etichette, dall’altro attraverso ispezioni condotte dai marchi stessi.

Non sarà sicuramente un cambio repentino, tutt’altro. Ciò che è innegabile è che il clima che si respira fornisce nuove prospettive e plasma gli attuali orizzonti nel campo della moda.


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